martedì, 13 novembre 2007

QUELLA SERA DORATA di Peter Cameron

 

Ho già detto in qualche altra occasione che l’impressione più vigorosa che mi dava questo romanzo era la tranquillità, il lento scorrere della vita, l’ordinario passare dei giorni. Sentivo talmente forte la sensazione di "pianura" da dichiarare che mi aspettavo da un momento all’altro un’impennata, un’accelerazione, un inerpicarsi su più aspri percorsi. Ho atteso questo evento pagina dopo pagina senza che si verificasse e sapete, in realtà non serviva, non era indispensabile. Il testo scorre ordinato, non ha bisogno di colpi di scena. La vita è fatta di giorni che inseguono giorni, spesso senza che si verifichino forti scossoni al loro interno.

Un giovane insegnante universitario ha la propria occasione: scrivere la biografia di uno scrittore che ha amato e che è poco conosciuto. Per l’impresa l’Università gli assegna una borsa di studio che per le sue magre finanze può fare la differenza. Si mette in contatto con i familiari dello scrittore scomparso chiedendo loro l’autorizzazione ad intrufolarsi nella vita dell’autore. Gli viene negata. Decide di presentarsi personalmente, fiducioso che conoscendolo direttamente, gli eredi possano comprendere quanto limpide siano le sue intenzioni. L’incontro con loro gli cambia la vita. In verità sono un po’ strambi e vivono al di fuori dei normali canoni, ma non sarà questo ad invertire i piani del giovane, né a dare una nuova gerarchia alle sue priorità.

E’ un ottimo scotch liscio, ti accarezza la gola e lo stomaco lo attende per riscaldarsi, non ci sono le gelide asperità del ghiaccio, né le intriganti bollicine della soda, ma sorso dopo sorso non puoi non compiacerti dell’ottima bevuta.

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 11:27 | Permalink | commenti (2)
categoria:recensioni
venerdì, 28 settembre 2007

LA SCOPERTA DELL’ALBA di Walter Veltroni

Mi sono accostata a questo libro con una certa titubanza sospettando che l’autore, noto per aver scritto diversi saggi sulla politica, il cinema e la televisione, avesse pubblicato il suo primo romanzo sfruttando la popolarità del proprio nome, più che la intrinseca qualità dello scritto.

Invece la storia c’è. Ci sta tutta. E’ ben strutturata e coinvolgente.

Nell’Archivio di Stato vengono catalogati diari di persone comuni che hanno tradotto la propria vita su carta e per questo la loro esistenza assume maggior spessore, acquista certezza. Giovanni Astengo lavora ogni giorno alla loro archiviazione, sentendo l’insostenibile peso di non poter racchiudere la propria vita in un diario, perché vi sono vari, importanti, tasselli che per lui sono rimasti fin dalla fanciullezza sconosciuti. Una irresistibile spinta alla ricerca, alla comprensione di ciò che è stato, gli consentirà di colmare lacune che hanno lasciato un segno profondo. Un vecchio telefono nero di bachelite rimasto nell’antico casolare di famiglia gli consente di mettersi in contatto con il passato, con il sé stesso di una volta. In un coraggioso colloquio con il proprio io bambino riesce a trovare la via per la verità, anche se assolutamente sorprendente ed inattesa. E’ una verità amara e scomoda, ma finalmente la sua vita non ha punti oscuri, tutto ha un senso, e soprattutto i passaggi di maggior tristezza non sono a lui imputabili. Lui li ha solo subiti. Adesso lo comprende e può trasfondere il tutto in un diario che potrà essere catalogato ed archiviato, che potrà finalmente essere letto da altri, così anche lui avrà veramente vissuto.

Un’ "opera prima" davvero sorprendente, interessante e consigliabile. Traspare un grande amore per la letteratura.

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 10:25 | Permalink | commenti (2)
categoria:recensioni
giovedì, 06 settembre 2007

L’OROLOGIO DI CENERE di Aldo Moscatelli

Si tratta di un libricino dalle dimensioni ridotte che ciononostante riesce ad avvolgere completamente il lettore.

Ho avvertito un’atmosfera tipicamente americana, di quei film dove il protagonista è un investigatore privato dedito ad alcol e fumo che certamente non costituisce un limpido esempio di vita. Anche lui se ne rende conto e forse non attende neppure un’occasione di riscatto, l’input per tornare all’azione, alla vita. E invece arriva un ingaggio che mostra da subito qualche stranezza. E’ gente altolocata, possibile che si sia disturbata a venire nei bassifondi a cercare lui? Ogni cosa ha un perché.

La vicenda drammatica che gli viene sottoposta ha dei risvolti davvero raccapriccianti, quasi inverosimili. Ha bisogno di lubrificare il cervello e farlo tornare alla forma smagliante di una volta, perché gli eventi gli appaiono troppo complessi per essere trattati alla leggera. Non disdegna l’aiuto degli amici con i quali normalmente ama sbronzarsi, ma anche loro hanno qualche capacità che riesce a dare buona mostra di sé se emerge dall’alcol; perché non coinvolgerli, allora?

E’ un giallo che si lascia leggere con piacere. Il racconto si snoda tra rauchi ed ammalianti colpi di tosse per il fumo che invade perennemente il Blueroom e la sorpresa che a tratti fa sobbalzare il lettore.

L’ingenuità che forse va attribuita all’autore è quella di lasciare troppo libero il lettore di intuire chi sia l’assassino. Troppo presto, quanto meno, a causa dell’esiguità del numero dei personaggi, ma mi sono goduta pagina dopo pagina con lo stesso sorriso sarcastico che sfoggia il detective Crane. Complimenti: ottima opera prima.

Quest’estate – per me - è stata connotata dalla "conoscenza" di selfmade-men, nel campo letterario.

L’opera di Aldo Moscatelli è la seconda in ordine di tempo, dopo quella di Mattia Mazzali, che ho avuto occasione di leggere esclusivamente per il coraggio dei rispettivi autori. Infatti anche Aldo non si è arreso davanti le ambigue risposte delle Case Editrici ed ha deciso di pubblicare da solo il proprio romanzo, addirittura fondando una nuova Casa Editrice che inizia a far ben parlare di sé I Sognatori.

Anche se il primo concorso letterario che ha indetto non mi ha consacrato vincitrice. Che sia questa circostanza ad assicurarne un certo livello?

Detrattori! Vi ho visto ridere e vi assicuro che non risultate affatto simpatici! ;)

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 13:30 | Permalink | commenti (2)
categoria:recensioni
martedì, 04 settembre 2007

L'ANNO DI VINCENZO MURA di MATTIA MAZZALI

Definirlo un romanzo generazionale è riduttivo, ma è il modo migliore per inquadrarne il soggetto.

Maurizio Spadaro è un diciottenne dai tratti piuttosto comuni, soprattutto nelle paure e nei limiti che connotano quell'età che getta un ponte tra l'essere adolescenti ed il diventare adulti. E' timido, insicuro, vergine ed incassa mediocri risultati scolastici. Non sente nessuno stimolo a migliorarsi, a portare la propria vita verso quei canoni che la società ha definito "normali", finché non si imbatte in Vincenzo Mura. Sembrerebbe essere la fine. Mura incarna il prototipo del ragazzo da evitare. E' strafottente nei confronti della scuola e di ogni altra istituzione o autorità costituita, si fa le canne, è portato per le risse. Maurizio si lega a lui ed al suo sistema di vita libera e sconclusionata, insieme ad una combriccola di scansafatiche. Sono liberi. Ma lo sono davvero?

Questo il senso di quest'opera prima di Mattia Mazzali. Toccare il fondo fa maturare e consente di discernere quali siano gli obiettivi che ci interessa perseguire nella nostra crescita culturale, morale. Di uomini, insomma.

Un plauso a questo giovane autore. Se dovessi fare un'osservazione, forse avrei consigliato di limitare maggiormente l'aspetto colloquiale con il lettore cui l'autore di tanto in tanto si rivolge direttamente. Sentirmi tirare in ballo mi faceva evaporare a tratti l'atmosfera del romanzo.

Mattia Mazzali ha pubblicato in proprio questo lavoro rivolgendosi ad una tipografia dopo aver attraversato, come ogni autore esordiente, l'estenuante serie di rimpalli delle Case Editrici. Vende direttamente il libro spedendolo a casa di ogni lettore che gliene faccia richiesta all'indirizzo e.mail lannodivincenzomura@hotmail.it

Mattia Mazzali si è appena sposato. Il forte parallelismo che il lettore avverte tra il protagonista e l'autore lascia supporre che questo sia effettivamente il passo successivo compiuto anche da Maurizio Spadaro. Ad entrambi i miei migliori auguri.

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 11:18 | Permalink | commenti (2)
categoria:recensioni
venerdì, 29 giugno 2007

COME DIO COMANDA di Niccolò Ammaniti

 

La storia ruota intorno al rapporto tra un padre ed un figlio, Rino e Cristiano Zena, uniti da un amore ancestrale che non avrebbe quasi alcuna ragione di esistere nel quotidiano.

Il padre beve, è un ottuso razzista, campa di espedienti. Il figlio va male a scuola, è un disadattato senza uno straccio di amico, si è nutrito di pane e violenza fin dalla nascita. Il primo non si prodiga particolarmente per proteggere il secondo, ciononostante lo spauracchio della loro vita consiste nel terrore di essere divisi, di veder piombare i servizi sociali nella loro esistenza strampalata per affidare Cristiano a più consone attenzioni.

Due amici del padre, anche loro ai margini della società, condividono le loro inutili giornate sognando di fare il colpo grosso – rapinare un bancomat – che cambierà le loro vite per sempre.

Avvincente il modo in cui l’autore riesce a mettere in luce la relazione ipocrita che l’uomo instaura con Dio; Lui c’è quando gli eventi terreni sono di difficile interpretazione, esiste quando le questioni non sono gestibili con le sole forze umane, è invocato quando deve giustificare l’imponderabile, protegge quando la disperazione ha il sopravvento, ma non deve rompere troppo le scatole. Se tutto va bene è il caso che si faccia da parte.

Protagonista assoluto del romanzo il linguaggio, davvero invidiabile: non è mai banale, è ricco, piacevole, zampilla come una fresca fonte alpina, tiene incatenato il lettore in maniera ferma ed immensamente ironica.

Stile da applauso.

arzigogolato da monicaira per perdere altro tempo prezioso alle ore 15:23 | Permalink | commenti (3)
categoria:recensioni

Heracleum blog & web tools