IO UCCIDO di Giorgio Faletti.
Ho letto una recensione di "Repubblica" nella quale viene definito il miglior scrittore italiano del momento. Scusate ma la mia reazione immediata è stata: BUMMM!
Con questo animo scettico mi sono apprestata alla lettura. Quasi 700 pagine sono volate via in un baleno. Si tratta di un thriller ed in questi casi se la storia ristagna, si trascina e procura una certa sofferenza da rallentamento al lettore, è bene gettare via il tutto già a pagina 5. Io ho tirato il fiato verso pagina 670 e questo è un gran bel biglietto da visita.
Il mondo dorato di Montecarlo viene sconvolto improvvisamente dalle gesta efferate di un serial killer che uccide e si accanisce sui cadaveri in modo raccapricciante. Annuncia i suoi "colpi" ad un dj di Radio Montecarlo lasciando che un brano musicale faccia arrovellare tutti i cervelli a disposizione per capire l’indizio sull’identità della prossima vittima. Un agente dell’FBI indaga nonostante una tragedia personale lo abbia portato in quei lidi solo per isolarsi dal suo mondo.
Finale a sorpresa, si dice in questi casi, e qui ci sta tutta.
Non ho gli strumenti per dire se Faletti sia attualmente il miglior scrittore italiano, figuriamoci, ma dalla modesta altezza del mio punto di osservazione ha effettuato sorpassi sorprendenti.